La tecnica del canto è quell'insieme di accorgimenti, appresi con l'allenamento e lo studio, necessari ai cantanti professionisti per evitare gravi danni alla laringe e alle corde vocali e per ottenere una voce timbricamente gradevole, potente e con un'ampia gamma cantabile, cioè una estensione dalla nota più bassa alla più alta in cui il timbro è omogeneo e l'intonazione è corretta e stabile.
Tutti, più o meno, possono cantare una canzone. Molti di meno invece riescono a cantare più canzoni di seguito, anche semplici: dopo qualche minuto un cantante improvvisato comincia a sentire mal di gola, e la sua voce comincia a farsi roca e sfiatata: se nonostante tutto continua a cantare, di lì a poco si ritrova afono, e corre il rischio di procurarsi un edema alle corde vocali.
Questo accade perché, istintivamente, il cantore di cui sopra usa la sua voce come se parlasse. Ma l'uso della voce che si fa normalmente, sebbene sufficiente allo scopo di parlare, impone alle corde vocali delle sollecitazioni troppo forti nel caso del canto: per poter cantare per ore senza danni, senza sforzo e con una voce sempre gradevole, il cantante deve reimparare ad usare la sua voce in modo nuovo, attraverso lo studio, l'allenamento e l'autoosservazione.
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1 La voce naturale
2 La voce impostata
3 I registri della voce
4 L'articolazione delle parole
5 La tecnica del canto moderno
5.1 Corretto utilizzo del mezzo vocale
6 Voci correlate
La voce naturale [modifica]
Il suono della voce nasce dalla vibrazione delle corde vocali accostate, provocata dal flusso d'aria emessa dai polmoni che passa loro attraverso. L'altezza del suono (la nota) è stabilita dai muscoli che accostano e tendono le corde vocali stesse: più queste sono in tensione, più acuto è il suono che generano. La regolazione della tensione delle corde vocali e il loro accostamento è un fatto istintivo. Sempre istintivamente una persona usa, parlando, il minimo flusso d'aria necessario per far vibrare le proprie corde vocali, e per parlare più forte aumenta la tensione delle corde vocali, ottenendo così anche un timbro più acuto.
Questo meccanismo istintivo scarica tutto il peso della produzione di suono sulle corde vocali, che - non meno degli occhi - diventano lo specchio dell'anima: situazioni di tensione, stress o ansia si ripercuotono direttamente sulle corde vocali, facendole tendere più del dovuto e portando la persona a parlare con voce più acuta. Fortunatamente, in genere nessuno ha bisogno di parlare molto forte per molto tempo (tranne i conferenzieri, che però hanno sempre dell'acqua accanto a loro), per cui raramente la gente comune subisce danni.
La voce impostata [modifica]
I cantanti e le guide turistiche, viceversa, hanno bisogno di usare la voce a lungo e a volume molto alto: il meccanismo istintivo di fonazione, per loro, non è più sufficiente. Il sistema di fonazione usato nel canto è la cosiddetta impostazione o voce impostata: si tratta di sfruttare una o più delle cavità orofaringee, craniali e tracheali come cassa di risonanza, secondo il principio sfruttato in molti strumenti musicali a corde, creando così un secondo sistema oscillante accoppiato con quello delle corde vocali. Per fare questo sono necessari due requisiti:
sostenere durante il suono, in espirazione dai polmoni, un flusso d'aria continuo e maggiore del normale: da qui l'importanza fondamentale del controllo della respirazione e dei muscoli coinvolti (diaframma e muscoli addominali) e di tenere la cassa toracica il più possibile aperta, per espandere al massimo i polmoni;
imparare, con l'autoosservazione e l'aiuto di un maestro, a modellare gola, palato, lingua e labbra per mantenere la risonanza al variare della nota che si sta cantando.
In questo modo le corde vocali devono soltanto iniziare e poi regolare una vibrazione che si autosostiene, sorretta dalla pressione dell'aria in arrivo dai polmoni. Cantando con la voce impostata si avverte sempre una sensazione di vibrazione, che può variare a seconda della particolare cavità che sta risuonando: normalmente è localizzata alla radice del naso, ma può anche essere nella fronte per i suoni più acuti, oppure nel petto per le note più gravi. Si può anche sentire il suono "correre" lungo il palato e premere contro gli incisivi superiori. Viceversa, le corde vocali "scompaiono" quasi, e se la tecnica è corretta non si hanno sensazioni particolari a livello delle corde vocali, che sono molto poco sollecitate: anzi, capita spesso che dopo aver cantato mezz'ora o più con voce impostata ci si senta la gola perfettamente riposata e fresca, pronta a ricominciare. È anche per questo che i grandi cantanti d'opera, prima di uno spettacolo, cantano buona parte dell'opera chiusi nei loro camerini.
L'effetto terapeutico del canto con voce impostata è ormai stato riconosciuto anche dalla medicina ufficiale, e molti foniatri e logopedisti usano alcune tecniche di educazione al canto sui loro pazienti.
I registri della voce [modifica]
I registri della voce assumono denominazione diversa a seconda della parte del corpo che entra in risonanza durante il canto. La vibrazione delle corde vocali sarebbe inavvertibile senza un elemento che la fa risuonare. Se risuona la cassa toracica o almeno il mediastino, in particolare durante l'esecuzione di note di frequenza bassa, la voce si dice in registro di petto; se risuona, per note maggiormente acute, solo nella gola, si dice in registro di gola e viene evitata assolutamente durante il canto perché produce un suono debole, stridulo e poco gradevole; se risuona in testa sfruttandone le cavità (compresi i seni nasali e frontali), durante l'esecuzione di note molto acute, si dice in registro di testa. Particolare abilità serve per passare da un registro all'altro in modo non avvertibile (possibilmente evitando il registro di gola), l'esecuzione dei vocalizzi permette di esercitarsi in questa particolarità esecutiva. Un cantante completo è in grado di sfruttare più di una cavità per impostare la voce, ottenendo in questo modo una gamma di suoni cantabili molto maggiore. Generalmente ad essere maggiormente sfruttate sono le tre principali (trachea, orofaringe e rinofaringe): ma esistono cantanti particolarmente dotati in grado di sfruttarle tutte, fino ai piccolissimi seni frontali, ed ottenere estensioni straordinarie anche di quattro ottave cantabili (Maria Pia Kupeczik, Guinness dei primati 2002). Mina ha una estensione cantabile di tre ottave.
L'articolazione delle parole [modifica]
Cambiando il sistema di emissione del suono, cambia anche il modo di articolare le parole. Come abbiamo visto, la voce impostata si basa sulla risonanza e su un flusso costante d'aria: perciò è semplice emettere le vocali (tranne la a, che essendo molto aperta rende difficile mantenere la risonanza) e relativamente semplice emettere le consonanti sonore (m, n, s, f...) ma crea un problema con quelle sorde (t, b, p ecc.): la pronuncia di queste consonanti implica l'interruzione del flusso d'aria, che se compiuta bruscamente come nella pronuncia normale provoca un durissimo contraccolpo sulle corde vocali, che devono assorbire tutta l'energia accumulata nella cavità risonante (chiusa dall'altro lato dai denti e dalla lingua), e che rischia di danneggiarle seriamente: per questo la pronuncia delle consonanti sorde nel canto è in realtà una non pronuncia: per esempio la c si pronuncia alla toscana, come una specie di h; la t si elide, interrompendo l'emissione di suono per un attimo ma senza accostare la lingua ai denti; una misura della bontà della tecnica di un cantante è quanto bene riesce a far capire il testo della canzone mentre canta.
La tecnica del canto moderno [modifica]
Anche chi usa la voce nel canto moderno, in particolare i cantanti della musica cosiddetta "leggera" deve o dovrebbe imparare una solida tecnica vocale che consenta loro di utilizzare al massimo lo strumento voce con il minimo sforzo possibile da parte della laringe.
La tecnica vocale nel canto moderno, pur basandosi sugli stessi principi della tecnica lirica, si differenzia stilisticamente portando ad un uso differente soprattutto a livello del vocal tract (apparato risuonatore): ciò è dovuto in particolare all'uso del microfono, che rende possibili anche suoni di un registro vocale molto più grave di quello di appartenenza, ancorché con un peculiare timbro e con un'intensità inferiore. Ciò non deve generare confusione nella classificazione delle voci, nel senso che la capacità di ciascuno di toccare facilmente le note gravi della sua estensione non deve affatto costringere la voce a muoversi solo nella zona grave e tantomeno scurirla forzatamente perché questa pratica ne riduce progressivamente la capacità estensiva verso gli acuti (e nel tempo le corde vocali si ispessiscono, similmente a come avviene nei fumatori).
Corretto utilizzo del mezzo vocale [modifica]
La pratica vocale insegna ad utilizzare correttamente ogni voce sfruttandone appieno le possibilità ma mantenendola sempre all'interno delle caratteristiche tipiche del suo registro, che ha particolari peculiarità timbriche, estensive e volumetriche, nonché di agilità . È molto importante quindi scegliere un repertorio adatto allo strumento e cio' al di la' della possibilità di trasportare il brano nella tonalità più comoda o di variarne l'arrangiamento per renderlo più simile al carattere vocale dell'interprete. Anche l'articolazione nello stile moderno risulta alquanto differente dalla lirica e cio' perché si privilegia l'intelleggibilità della parola affinché il messaggio arrivi più facilmente all'ascoltatore. In questo senso è diversa la tecnica adottata soprattutto nel passaggio di registro, perché si cerca di ritardare l'intervento del registro "di testa" e di sfruttare invece appieno il registro detto "di maschera" e ciò avviene eliminando il meccanismo di copertura e sostituendolo da un'apertura benché accompagnata dal corretto movimento laringo-faringeo (tecnica dello sbadiglio). Uno dei punti più importanti infine riguarda l'attacco del suono, che anche nello stile moderno deve attuarsi dolcemente, anche se in maniera sporadica e soprattutto non nella zona acuta (quando le corde sono più sottili e quindi più vulnerabili) sono accettati degli attacchi più incisivi, sempre nell'assoluto rispetto delle caratteristiche di robustezza di ogni laringe. Anche il raclage (suono sporco) viene talvolta utilizzato per questioni interpretative in qualche nota delle canzoni di stile moderno, ma senza mai dimenticare quanto devastanti possano essere gli effetti di un abuso di questa pratica a livello delle corde vocali; un aiuto per salvaguardarle è senz'altro quello di focalizzare l'attenzione sulla gola e sul suono durante e dopo questa pratica perché il forte calore che si avverte è un segno tangibile del livello di attrito che stiamo producendo con lo sfregamento delle corde vocali. Ambedue queste pratiche a lungo andare possono provocare deformazioni del bordo cordale (noduli, polipi, etc.) che hanno un'origine difensiva (fungono da cuscinetto) della laringe e che, se non si abbandona subito questa modalità di utilizzo della voce, sfociano quasi sempre nell'intervento chirurgico. La tecnica vocale nel canto moderno quindi non intende spersonalizzare il cantante o stereotiparlo in uno stile vocale ricco di virtuosismi melodici di stampo afro-americano (gospel,) o jazzistico ma mira soprattutto a diffondere la cultura della voce e a salvaguardarla nel tempo, abbandonando modelli scorretti e andando alla ricerca di uno stile personale che rispetti e si adatti perfettamente allo strumento naturale con cui siamo nati.
Importante!
Questi sono cenni sulla tecnica vocale e si rivolgono a tutti coloro che studiano canto, di qualsiasi genere.
Si tratta di linee guida che certo non possono sostituire l'insegnamento diretto: per studiare canto è necessario andare a lezione!
Buona lettura!
Giulia
Cosa significa impostare la voce?
Cantare è un'"arte". Come tutte le espressioni artistiche, benchè derivanti da un'esigenza umana spontanea, ha bisogno della sua "tecnica". Per il canto consiste nel conoscere ed applicare meccanismi di respirazione, emissione e controllo del suono indispensabili ad una buona riuscita dell'esecuzione
Sensazioni positive
Bisogna averne, quando si canta, proprio per come si sta cantando. E se sono superate da quelle negative, o da un qualche impaccio, di certo si sta cantando male.
Come l’atleta impegnato nel gesto sportivo, che sa di far lavorare i suoi muscoli, ma sa anche che se lo farà in maniera giusta otterrà una buona prestazione, accompagnata da una sensazione di fatica benefica, che è espressione di una coordinazione felice di tecnica, potenza, attenzione e “piacere”.
Così quando si canta.
Se sento del disagio mentre canto, certamente qualcosa non va.
La postura
Spesso trascurata anche dagli insegnanti, riveste invece un ruolo fondamentale per l'emissione del suono.
Specie all'inizio del proprio percorso di studi è importante controllare che il corpo sia ben appoggiato per terra con entrambi i piedi, che la schiena sia dritta senza essere arcuata, che il petto sia in posizione aperta per consentire ai polmoni di respirare pienamente.
Il contatto consapevole con la terra può essere fonte di incredibile energia!
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La respirazione
Cardine di tutte le tecniche vocali, lirica, jazz, moderno.
La respirazione per il canto è diversa da quella "normale" sostanzialmente perchè molto più profonda.
I polmoni vanno riempiti completamente, ed è per questo che si dice che la respirazione del cantante è più "bassa".
I risuonatori
Sono i seni nasali, paranasali, la fronte e tutte quelle parti ossee che possono amplificare il suono senza affaticare le corde vocali.
Tomatis diceva: si canta con lo tutto lo scheletro!
Le sensazioni fisiche
Anche queste spesso vengono trascurate per concentrare tutta l'attenzione sul suono.
Bisogna imparare a riconoscere quelle negative (tensione nel collo, fatica nella laringe) ma anche quelle positive (coscienza della respirazione, appoggio, morbidezza della voce).
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Ascoltarsi
Importantissimo! E non scontato. Registratevi e cercate di capire come la vostra voce "suona" all'esterno. Spesso l'ascolto interno della nostra voce ci rende poco obiettivi: non vi è mai capitato di ascoltare la vostra voce registrata e di non riconoscervi?
Voce parlata e voce cantata.
La voce parlata offre già un parametro importante per la vostra voce cantata. E' difficile che chi abbia la voce chiara e leggera possa cantare con voce scura e pesante!
La stanchezza vocale
Dipende essenzialmente dal fatto che si canta in modo scorretto.
Se uscite dalla lezione afoni e se vi stancate dopo aver cantato cominciate ad avere dei dubbi sulla tecnica.
La scelta del repertorio
Scegliete il repertorio più adatto al vostro timbro e alle vostra caratteristiche. In questo senso è fondamentale essere ben guidati.
La scelta del repertorio giusto è garanzia di buona forma vocale.
Anche a me sarebbe piaciuto cantare l'Aida...ma non non è per me!
La mia voce è agile e leggera, e Bellini mi ha dato tante gioie!
Quanto tempo devo studiare al giorno?
Se siete agli inizi poco. Studiate il più possibile con l'insegnante. Imparate i brani a voce muta e non cantate mai più di tre pezzi di seguito.
Se siete già avanti negli studi non superate la mezz'ora consecutiva. Fate delle sempre delle pause.
Lo studio diviso a mezz'ore (non più di due/tre al giorno) salvaguarda le corde vocali, uno strumento potentissimo e allo stesso tempo estremamente delicato.